Le montagne sacre nella religione Buddista rappresentano il viaggio del devoto verso l’Illuminazione. Tutti i monaci infatti, diventati poi Bodhisattva, si sono ritirati su una montagna. Inoltre per il paesaggio e la conformazione naturale costituiscono l’ambiente ideale per la meditazione.

I monti sacri più importanti nel Buddismo sono:

  • Putuo
  • Jiuhua
  • Wutai
  • Emei

Queste montagne vengono considerate la dimora celeste dei quattro Bodhisattva principali, rispettivamente:

Sono quindi mete del pellegrinaggio da oltre 1000 anni ed ognuno di questi luoghi ospita notevoli complessi architettonici d’arte religiosa ed è collegato ad antiche leggende.

#

Il Monte Putuo

Il monte Putuo (cinese Pǔtúo Shān), collina alta circa 300 s.l.m , che si trova sull’isola omonima nel Mar Cinese orientale a sud-est di Shanghai (Zhejiang, Zhoushan, Cina), all’interno del Parco Nazionale dello Xianju, è considerato la residenza di Avalokitesvara oppure, nella sua versione femminile, di Guan Yin, la “dea” della compassione.

 

L’area sacra della montagna ha 12,5 km2 ed ospita numerosi templi sacri, tra cui spiccano i templi Puji (risalente al X sec.), Fayu (fondato nel 1580 d.C) e Huji (fondato nel 1793 d.C.).

Caratteri geologici del Monte Putuo

Il Monte Putuo si trova all’interno di un altopiano igneo del cratone cinese meridionale. Questo, nella parte orientale, è diviso in due blocchi separati dalla faglia di Jiangshan-Shaoxing: lo Yangzte (2,5 Ma e 0,8 Ma) ed il Cathaysia Fold Belt.

Il blocco dello Yangtze Block comprende basamenti cristallini Archeani  -Paleoproterozoici  come il complesso Kongling. Le rocce ignee sono ricoperte in modo non omogeneo da sequenze neoproterozoiche a debole metamorfismo.

E’ molto esteso il magmatismo mesozoico specialmente nel blocco Cathaysia.

Lo Jiuha

Il Monte Jiuhua (Lingyang o Jiuzi) (Chizhou, Anhui  – Cina) rappresenta uno dei primi lotti panoramici di livello 5A della Cina. E’ un luogo di straordinaria bellezza caratterizzato da paesaggi naturali mozzafiato, foreste di bambù, cascate ruscelli e grotte.

Il monte Jihua

Una leggenda narra che, l’illustrissimo poeta Li Bai, appartenente alla dinastia Tang, arrivò in questo luogo e scrisse “La magia è divisa in due rami, la montagna sacra genera nove glorie”. Jihua significa infatti nove fiori (ovvero glorie). Ed ancora:

“L’altro giorno, navigando lungo il fiume Jiujiang, ho visto in lontananza i picchi Jiuhua. Sembra un fiume celeste sospeso in cielo, la sua acqua verde ricama ibisco rosa di cotone.”

La montagna Jiuhuan è conosciuta come la residenza della fanciulla sacra, Ksitigarbha che nella sua incarnazione terrena è conosciuta con il nome di Dizang Buddhisattva (Dizang = gioello della Terra).  Era molto famosa nella parte sud-orientale ed è naturalmente  anche meta di pellegrinaggi ancora oggi, non solo da tutta la Cina, ma anche dalla Corea del Sud e dal Giappone anche perchè in questa località sono presenti numerose reliquie buddiste.

La Fanciulla Sacra

Nello Kṣitigarbha Sutra, si narra di Kṣitigarbha una brahmina, nota come la Fanciulla Sacra, che vendette tutto, usando il ricavato per comprare offerte da portare ogni giorno al Buddha del suo tempo, il Buddha del Fiore della Meditazione e dell’Illuminazione, per salvare la madre peccatrice dall’inferno. Durante la preghiera, udì la voce del Buddha che le disse che se avesse voluto conoscere la sorte della madre, sarebbe dovuta andare a casa, sedersi e recitare il suo nome. E così fece. La sua coscienza fu trasportata nel Regno degli Inferi, dove un guardiano la informò che, grazie alle sue preghiere e offerte, sua madre aveva accumulato molti meriti, era già stata liberata e ascesa in Cielo. La fanciulla fu rassicurata e promise che la sua vita e le vite future, sarebbero state dedicate a liberare tutte le anime dalle pene dell’inferno.

Per questo la Kṣitigarbha (matrice della Terra) viene venerata come la protettrice dei defunti. Il suo culto è anche associato ai neonati prematuri o malformi e agli aborti. E’ anche considerata divinità protettrice dei viaggiatori.

Kṣitigarbha apparve in Cina ad un principe coreano di nome Bhikṣu che cambiò vita e si ritirò dal mondo proprio sulla montagna Jiuhua, prendendo il nome da monaco di Dizang. Per questo i due culti si sono fusi in uno solo.

*** sezione in costruzione ***

 


Fonti:

Testi: Dizionario Enciclopedico Grolier, Autori Vari

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here