I crolli 

I crolli di roccia sono dissesti geologici-idraulici di versante dovuti alla gravità.

Per crollo si intende il movimento di caduta in aria libera di rocce, detriti, terre, di qualunque tipologia e dimensione. È un fenomeno da rapido a estremamente rapido, caratteristico di pendii molto acclivi, fino ad essere aggettanti.
Il distacco di solito avviene  in corrispondenza di superfici discontinuità assai inclinate, sia di neoformazione, ma più spesso lungo superfici di discontinuità preesistenti costituite da: giunti di stratificazione, piani di faglia, fratturazione tettonica, fessurazione di varia natura, piani di scistosità o di laminazione oppure da superfici di contatto tra materiali aventi caratteristiche geomeccaniche differenti.

I materiali spostati una volta raggiunto il piano campagna, morfologia
permettendo, continuano il movimento a salti e rimbalzi lungo il
versante. Il distacco iniziale, la caduta a terra e i successivi impatti possono
provocare un’intensa frantumazione del materiale con elementi a dimensioni molto variabile. Il materiale accumulato alla base dei versanti, può essere coinvolto in successivi movimenti gravitativi.
I fenomeni di crollo presentano un’elevata pericolosità a causa dell’alta
Ec coinvolta e dei tempi di evoluzione estremamente rapidi (secondi) e da elevata difficoltà di previsione.

I ribaltamenti

Il ribaltamento comporta una rotazione rigida frontale o un’inflessione di
una massa, intorno ad un punto o un asse situato al di sotto del suo stesso baricentro.
Questo movimento avviene in presenza di alcune famiglie di discontinuità, sia subverticali sia suborizzontali.
Le superfici di discontinuità presentano le stesse caratteristiche dei crolli.
Il movimento non necessariamente implica il collasso del materiale coinvolto; qualora questo si verifichi segue il cinematismo di un crollo o di uno scivolamento.
Anche questo fenomeno può svilupparsi in tutti i tipi di materiali.
Rispetto ai crolli questa tipologia di movimento può avvenire con velocità estremamente
variabili, da molto lente a molto rapide, nel caso in cui culminino in un crollo improvviso.

fonte: ISPRA – http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003400/3462-manuale-2006-39.pdf

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