La Pietra Paesina è costituita principalmente da calcare compatto ed argilla, o da calcare marnoso.  Il suo nome deriva dal fatto che al suo interno possono essere ammirati, anche grazie alla pareidolia,  disegni che sembrano paesaggi realizzati da un pittore, ma possono contenere anche altri tipi di soggetti come volti o animali.

Come si formano i “quadri”?

Sono prodotti da infiltrazioni mineralizzate in idrossidi di Fe e Mn. Una possibile spiegazione per la formazione di queste forme così particolare, è quella secondo cui le infiltrazioni avrebbero dato origine alle variazioni cromatiche, successive azioni meccaniche poi avrebbero determinato delle microfratture ed il conseguente scorrimento verticale dei piani creando l’aspetto ruiniforme. Un’altra possibile causa è data dal fatto che queste microfratture, costituite da calcite spatica, potrebbero essere già presenti nel calcare al momento della formazione e sarebbero proprio quest’ultime che avrebbero determinato la geometria del disegno condizionando la penetrazione delle infiltrazioni. Le varie componenti di questa roccia ne determinano le variazioni cromatiche: il calcare conferisce una colorazione grigio-chiara, l’argilla quello azzurro, gli ossidi di ferro determinano sfumature che vanno dall’arancio passando per il rosso fino al marrone, il manganese fornisce i toni neri.

Un esempio di paesaggio in Pietra Paesina

Dal punto di vista geologico la Pietra Paesina Toscana si è formata circa 50 ma (Eocene – Paleocene).

I ritrovamenti delle più belle e le più rare avviene in modo casuale

In genere il calcare viene interessato dalla colorazione principalmente nelle zone periferiche. Alcune di queste “pietre” non hanno alcuna particolare caratteristica. Soltanto aprendole con un taglio è possibile far “apparire” i disegni. Questa “pietra”  è tipica quasi esclusivamente della Toscana e viene estratta, fin dal 1500 d.C. (vedi Opificio mediceo delle Pietre Dure di Firenze),  principalmente dalle colline nei dintorni  della città di Firenze (es. Monterifrassine, Pontassieve. FI) ed utilizzata negli intarsi per mobili e nella produzione di suppellettili, stipi e altri oggetti di arredo e  nella decorazione degli ambienti. E’ una pietra conosciuta anche con il nome di “Pietra di Firenze”, in particolare Francia, Germania ed Inghilterra. Tuttavia  non esistono cave o luoghi preferiti di estrazione, i loro ritrovamenti sono assolutamente casuali.

Intarsi in Pietra Paesina su mobile di manifattura tedesca

Altri usi

La Pietra Paesina viene ancora oggi utilizzata per la realizzazione di opere che utilizzano l’antichissima tecnica di intarsio del “Commesso” consistente nel costruire un mosaico utilizzando varie di queste pietre particolari “commesse insieme” (ossia connesse fra loro).

Alcuni pittori hanno utilizzato tale pietra come sfondo per le loro opere (es. Filippo Napoletano – Ruggero libera Angelica dall’Orca, 1617 – 1621).

Ruggiero sul cavallo alato libera Angelica dall’Orca – Filippo Napoletano (1617-1621)

 


 

link:

www.pietrapaesina.com/

https://lapietrapaesina.xoom.it/

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