SEZIONE IN COSTRUZIONE

Classificazione dei terreni di gioco

I terreni di gioco per le competizioni sportive, in particolare quelli dedicati al gioco del calcio, possono essere classificati nel modo seguente:

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Terreni di gioco con suolo nativo/originario o di riporto

Normalmente sono composti da particelle fini (limo) o comunque da miscele di particelle non sufficientemente drenanti e che determinano quindi un ambiente scarsamente ossigenato, pur possedendo delle caratteristiche di buona tenuta idrica e grado di fertilità biologica tanto da mantenere una buona crescita vegetativa e, in caso di limitato utilizzo, un’eccellente tenuta alla trazione sotto sforzo.

Nei terreni di gioco con suoli comuni nativi o di comunque di riporto, purtroppo frequenti nel panorama dei campi sportivi italiani, l’apparato radicale del manto erboso risulta sviluppato solo in superficie. Durante la stagione umida e fredda inoltre l’apparato radicale si riduce e durante i periodi piovosi, a causa della scarsa capacità drenante, l’acqua viene spinta all’esterno ostacolando lo scorrimento della palla oppure rende il terreno plastico  determinando l’instabilità dei giocatori in campo ed aumentando la probabilità di infortuni e comunque portando lo svolgimento del gioco in situazioni limite.

In queste condizioni diventa necessaria la sostituzione completa del suolo che diventa anche la soluzione meno dispendiosa.

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Terreni di gioco con suolo sabbioso modificato

Sono terreni nativi o di riporto a cui è stata aggiunta sabbia allo scopo di aumentare la porosità e la circolazione di aria ed acqua. Normalmente la sabbia viene aggiunta in fase di top-dressing in presenza o meno di aerazione meccanizzata o vertidrain necessari a creare canali di sgrondo. Con l’aumento della sabbia, che si ottiene con quantità crescenti e almeno superiori al 60% del totale e della cui dimensione, frazione e condizione si deve sempre tener conto, in genere  si migliora drenaggio e areazione e si riduce il compattamento e si riduce il limite plastico anche se bisogna tener conto della crescita della deformabilità alle sollecitazioni. Il profilo finale dovrà comunque essere omogeneo.

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Terreni sabbiosi ammendati

Sono terreni che hanno subito sostanziali modificazioni strutturali già in fase di costruzione rispetto ai terreni nativi o di riporto. Questa modificazioni avvengono in genere con l’aggiunta di grandi volumi di sabbia. La miscelazione viene effettuata all’esterno dell’area di gioco. Ciò garantisce una maggiore omogeneità del terreno. Il contenuto finale in argilla e limo è altrettanto significativo per le funzioni drenanti del sistema. E’ di fondamentale importanza valutare anche qualitativamente una frazione organica che il terreno dovrà avere fra le sue componenti. Se supportato da un buon piano biotecnico di manutenzione, questo tipo di terreno assicura nel tempo il più vantaggioso rapporto costi/prestazioni.

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Terreni di gioco sabbiosi

Sono la migliore situazione possibile per un tappeto erboso sportivo, in particolare in termini di ossigenazione, infiltrazione idrica e resistenza al compattamento.  Il fattore più positivo è la predisposizione ad ottenere un apparato radicale denso e profondo che esplora quanto più suolo acquisendo maggior forza e trazione e assorbe una maggior quantità di nutrienti. Queste condizioni forniranno al manto erboso maggiore resistenza rispetto ad un altra tipologia di terreno di gioco ed esso risulterà di conseguenza più competitivo.

E’  necessario tuttavia conoscere il comportamento della sabbia in particolare quando su questi terreni è prevista una considerevole intensità di gioco. Prima di tutto l’assenza di plasticità e l’elevato grado di lisciviazione. L’ambiente fortemente inerte preclude un’elevatissima e costante esigenza di elementi nutritivi e di supporti biostimolanti necessari all’equilibrio biodinamico di un complesso sottoposto a diversi stress, come il sovrautilizzo in condizioni di forte pioggia e di bassa temperatura.

Un buon terreno sabbioso, progettato e costruito con precise raccomandazioni e procedure, offre comunque grande velocità di infiltrazione idrica e garantisce quindi una buona tenuta  a precipitazioni temporalesche anche improvvise o concentrate in poco tempo. Inoltre grazie all’ossigenazione determinata dall’alta porosità della sabbia viene assicurata la respirazione radicale che permette uno sviluppo corretto delle radici nel sottofondo.

Per permettere quella capacità di scambio necessaria alle attività vegetative in un ambiente biologicamente ostile come quello sabbioso deve essere garantito l’equilibrio tra ammendanti e supporti biostimolanti, uniti ad un piano nutrizionale che tenga conto del bilancio di N e K. Dal momento che questo equilibrio è sempre instabile, il campo ha bisogno di monitoraggio periodico e costante nel tempo.

Riepilogando i tipi di suolo di un terreno di gioco sono:

  1. Suolo originario
  2. Suolo sabbioso modificato
  3. Suolo sabbioso ammendato
  4. Suolo sabbioso

In tutti e quattro i tipi si deve intervenire utilizzando procedure diverse utilizzando anche degli ammendanti.

Molti prodotti sono stati testati e usati nel tempo per migliorare le prestazioni dei terreni di gioco, sia di tipo organico che minerale che sintetico, anche se è ormai certo che la parte debole dei sistemi sabbiosi è la fragilità fisica che provoca destabilizzazione e instabilità del sottofondo.

Attualmente la modalità più avanzata per la correzione delle condizioni ambientali consiste nell’applicazione di sistemi denominati “ibridi”, ovvero tappeti erbosi naturali con fibre di manto sintetico e struttura adibita a assorbimento elastico dei carichi.

Profilo strutturale di un terreno di gioco

In ogni caso un terreno di gioco adatto al gioco del calcio ad ogni livello deve essere strutturato in modo che possa svolgere le seguenti funzioni:

  • ancoraggio
  • nutrizione
  • supporto planare

Costruzione ex novo di campo di gioco

La costruzione ex novo di un terreno di gioco è adatta ad ogni tipo di sport, ma nel caso  dei campi di calcio è necessario che il manto erboso supporti i noti stress ambientali. Per questo è necessario che gli apparati radicali si sviluppino in un ambiente favorevole, areato, fertile sia dal punto di vista organico sia chimicamente e biologicamente.

Il progetto

Le considerazioni di base sono fondamentali per un buon progetto dove l’equilibrio fra varie componenti è l’obiettivo del tecnico progettista per una buona tenuta del campo nel tempo. Bisogna che il progettista tenga conto della frequenza e dell’intensità di utilizzo del prato, anche per modulare il budget a disposizione che il committente desidera investire.

Frequenza di utilizzo (concentrazione di ore/gioco nel periodo)

La concentrazione di gioco, ossia la frequenza di utilizzo incide sulla capacità di resistenza del prato. Alle piantine sotto stress va dato infatti un congruo tempo di recupero, mentre quelle  scalzate dal terreno devono essere ripristinate mediante re-topping. E’ necessario pertanto regolamentare la frequenza di utilizzo, stabilendo dei giorni dedicati alla manutenzione in cui il campo non sia impegnato per altri eventi sportivi.

Intensità di utilizzo (competitività e agonismo del gioco)

Durante una gara sul campo abbiamo momenti di acceso agonismo e scontro fisico dove il campo è sottoposto a  maggiore sollecitazione diversamente da quanto avviene un semplice allenamento. Anche il peso e la categoria del giocatore influisce sullo stress apportato al manto erboso. Quest’ultimo in particolare è un aspetto che raramente viene analizzato. Inoltre partite dove è la tecnica rispetto alla forza fisica che ha il predominio si svolgono su una maggior superficie.

Problemi ed interventi di manutenzione

L’esperto manutentore saprà valutare le piccole e continue variazioni nel prato, in termini di colore, omogeneità, velocità di crescita, e si accorgerà di eventuali sofferenze causate da fitopatologie, ecc. In questo tipo di terreno l’anaerobiosi dovrebbe essere scongiurata vista l’agevolata circolazione di aria nel terreno. Questo aiuta le migliori condizioni per la crescita delle radici per uno stato fitosanitario adeguato. La presenza dello strato di residui vegetali nello strato superficiale (feltro) potrebbe ostacolare questo effetto anche in presenza di sabbia grossa. Questo strato infatti attira l’umidità ristagnante creando una barriera per la circolazione di ossigeno ed a lungo andare può provocare l’asfissia radicale. E’ necessaria un’accurata manutenzione con trattamenti curativi mediante aerazione e metabolizzanti. In condizioni eccessive di caldo-umido può formarsi il cosiddetto back-layer che può portare a insufficienza di ossigenazione negli strati intermedi con liberazione di solfati e conseguente sofferenza e contrazione degli apparati radicali.  Tale sistema di profilo di suolo è sicuramente il più indicato ma nasconde una gestione complessa e piena di ostacoli che il tecnico deve conoscere in profondità ed affrontare adottando adeguate  misure preventive che talvolta passano per la modifica dei piani. Il tecnico pertanto deve possedere esperienza ed elasticità oltre che un’adeguata preparazione tecnica.

Intensità e grado manutentivo

Il tecnico abile, che ha come obbiettivo principale la protezione del tappeto erboso e quindi la sua nutrizione e difesa fitopatologica, percepisce il livello manutentivo da applicare per massimizzare le risorse disponibili ed applica il proprio sistema in un equilibrio in cui bisogna valutare i costi delle attrezzature e del personale, i tempi di intervento rispetto al budget a disposizione.

Condizioni climatiche – Piovosità e temperature medie del periodo

Le condizioni climatiche variabili e le precipitazioni diffuse e improvvise degli ultimi periodi mal si combinano con le esigenze di un manto erboso che al contrario ha bisogno di condizioni ambientali costanti tutto il giorno ed il più possibile costanti per tutto l’anno. Anche per i campi da gioco degli impianti più controllati, come quelli della massima serie del campionato italiano di calcio,  si sono verificati problemi di drenaggio e sbalzi di T che hanno determinato l’alterazione della modalità di crescita dell’erba. A fronte di questi problemi è necessario predisporre un piano di prevenzione garantendo

  • il mantenimento di terreni di gioco ben drenanti,
  • il vigile attenzione alle fitopatologie,
  • il trattamento del prato con mix nutritivo con alternanza di soluzioni liquide e solide, misto organiche e minerali, biostimolanti e di complementi

Conclusioni

Qualunque metodo si adotti per determinare il miglior profilo di terreno sportivo, la figura del geologo può coadiuvare quella del tecnico agronomo nella progettazione e realizzazione di un campo da gioco adeguato e di qualità, secondo le aspettative del committente e del budget prestabilito, tenute in conto le procedure di manutenzione ordinarie.

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