Attività tettonica
La tettonica delle placche
La teoria della tettonica delle placche rappresenta il paradigma fondamentale per comprendere l’evoluzione del rilievo terrestre.
La litosfera è suddivisa in numerose placche rigide che si muovono sopra l’astenosfera, uno strato del mantello superiore caratterizzato da comportamento plastico. I movimenti delle placche sono generati dalle correnti convettive del mantello.
Si distinguono tre principali tipi di margini:
- margini divergenti
- margini convergenti
Margini divergenti
In corrispondenza dei margini divergenti le placche si allontanano:
- margini continentali (C<->C) (Rift continentale) (es. Rift Valley africana)
- margini oceanici (O<->O) (Rift oceanici) (es. Dorsale Medio-Atlantica)
Le conseguenze geomorfologiche comprendono:
- formazione di dorsali oceaniche
- apertura di bacini oceanici
- sviluppo di fosse tettoniche (rift).
Margini convergenti
Nei margini convergenti due placche si avvicinano.
Si distinguono:
- convergenza oceano-continente (convergenti O> <C) (zone di di subduzione)
- convergenza crosta oceanica (O) – crosta oceanica (C) (convergenti O> <C) (zone di subduzione)
- convergenza continente-continente (zone orogeniche)
Le collisioni continentali producono grandi catene montuose come:
Himalaya
Alpi
Zagros
Tali sistemi rappresentano alcuni dei più importanti esempi di rilievo costruito da processi endogeni.
Margini trasformi
Nei margini trasformi le placche scorrono lateralmente.
L’esempio classico è la faglia di San Andreas.
Le conseguenze principali sono:
- deformazioni crostali
- attività sismica
- formazione di scarpate tettoniche
Orogenesi
L’orogenesi è il processo di formazione delle catene montuose.
Essa deriva principalmente da:
- compressione crostale
- collisione continentale
- subduzione.
Durante l’orogenesi si verificano:
- piegamenti
- fagliazioni
- metamorfismo
- intrusioni magmatiche
Le montagne rappresentano il prodotto più evidente dell’attività endogena.
Dal punto di vista geomorfologico le catene montuose costituiscono sistemi in continua evoluzione: mentre la tettonica le solleva, l’erosione tende a demolirle. Il rilievo osservabile in un dato momento dipende dal bilancio tra velocità di sollevamento ed erosione.
Epirogenesi
L’epirogenesi comprende movimenti verticali lenti e di grande estensione che interessano vaste porzioni della crosta terrestre.
Si distinguono:
- sollevamenti epirogenetici
- subsidenze epirogenetiche.
Questi fenomeni possono modificare significativamente la morfologia regionale.
Esempi:
- sollevamento della Scandinavia dopo la deglaciazione
- subsidenza della Pianura Padana
- abbassamenti costieri.
Vulcanismo
Il vulcanismo consiste nella risalita del magma verso la superficie terrestre.
Dal punto di vista geomorfologico il vulcanismo è un importante fattore costruttivo del rilievo.
Le forme vulcaniche principali comprendono:
Vulcani a scudo
Caratterizzati da:
lave fluide;
pendii dolci;
vaste dimensioni.
Esempio: Mauna Loa.
Stratovulcani
Presentano:
- alternanza di lave e piroclastiti
- pendii ripidi
- elevata esplosività.
Esempi:
- Etna
- Vesuvio
- Fuji
Caldere
Sono grandi depressioni generate dal collasso della camera magmatica.
Cupole laviche
Prodotte da lave molto viscose.
L’attività vulcanica genera nuove superfici, modifica la topografia e contribuisce alla costruzione di isole oceaniche e rilievi continentali.
Attività sismica
I terremoti sono manifestazioni dell’improvvisa liberazione di energia accumulata nelle rocce.
Le conseguenze geomorfologiche possono essere rilevanti:
- formazione di faglie
- scarpate di faglia
- frane sismoindotte
- liquefazione dei terreni
- modificazioni del reticolo idrografico.

